martedì 2 marzo 2010

VIA LIBERA ALLE PATATE OGM

Oggi è accaduta una di quelle cose che quelli come me si augurano non accadano mai.


BRUXELLES - Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni.

Vorrei esprimere la mia opinione in merito in quanto mi vedo chiamata in causa da questo argomento come madre di un piccolo di tre anni e come figlia di agricoltori. Come madre mi sento terrorizzata al solo pensiero che il futuro di mio figlio sia in mano alle multinazionali, la sua salute (vedi allarme ingiustificato influenza H1N1), la sua alimentazione, tutto in mano a multinazionali il cui unico interesse è il dio denaro. Come figlia di agricoltori sono indignata perchè esistono persone, evidentemente ignoranti, che sono d'accordo sull'ultilizzo di sementi OGM, ma non riescono a capire che l'arricchimento economico di oggi è un futuro di terreni sterili, quindi un NON futuro: le coltivazioni ogm provocano una profonda alterazione dell'equilibrio naturale della specie e per coltivare queste specie alterate si necessita di elevate dosi di pesticidi anno dopo anno con conseguente impoverimento dei terreni e futura sterilità. Ma la cosa che più mi spaventa e terrorizza è la sperimentazione ogm che pare in Italia sia già avviata dal 1990, forse non in campo aperto, ma comunque fino al 1998 organismi ogm sperimentali e non hanno avuto libero ingresso nell'unione europea. DA WIKIPEDIA: "La situazione in Europa prima del 1998 La prima direttiva europea atta a uniformare l’approccio degli Stati Membri riguardo gli organismi geneticamente modificati risale al 1990 (Direttiva 90/220/CEE). Secondo le procedure riportate in questa direttiva sono stati autorizzati al rilascio deliberato nell’ambiente, per scopi sperimentali e non, 17 organismi diversi, tra cui 14 piante (ad esempio diverse varietà di mais, colza e soia) e due vaccini (quello per la rabbia e quello per la malattia di Aujeszky, ad uso veterinario). Inoltre, in accordo con il Regolamento CE 258/1997 sui nuovi prodotti e nuovi ingredienti alimentari[1], una serie di prodotti derivati da OGM ma non contenenti OGM - ovvero sostanze prodotte a partire da piante geneticamente modificate, ma non contenenti i semi portatori della modifica genetica introdotta - sono entrati nel mercato europeo: oli di soia e di colza, amido di mais ecc. Questi prodotti sono stati sottoposti a una procedura di autorizzazione semplificata, basata sul principio di sostanziale equivalenza. Sono stati cioè autorizzati quei prodotti per cui era possibile dimostrare che non c’era nessuna differenza dal punto di vista nutrizionale, organolettico e tossicologico rispetto ai corrispettivi prodotti ottenuti a partire da colture convenzionali." Detto questo, sono sicura che la coltivazione bio e a volte l'acquisto di alimenti bio (dico a volte volutamente perchè spesso un alimento bio ha prezzi che nulla hanno a che vedere con i costi di produzione e allora perchè pagare 10 un prodotto che vale 5, solo perchè certificato BIO? sperando che la certificazione sia reale) sia una delle vie migliori; ma tutto parte dagli ultimi consumatori, i quali troppo spesso non sono consapevoli di ciò che acquistano e di conseguenza di ciò che mangiano. Frutta e verdura bio (coltivate realmente biologicamente) sono di facilissima reperibilità, ma nessuno di noi ha voglia di farsi un chilometro in più per comprare frutta e verdura di stagione da chi la coltiva a pochi chilometri da casa nostra, purtroppo troppo spesso ci è più comodo andare al supermercato e comprare tutto lì, anche frutta e verdura fuori stagione, disposti a pagarli il doppio o il triplo di quanto valgono, provenienti da chissà quale angolo del mondo (vedi kiwi dalla Nuova Zelanda, ciliege a Natale dall'Argentina, asparagi a dicembre dal Chile) con i conseguenti costi di trasporto e il conseguente inquinamento. Forse c'è ancora modo per mangiare carne di animali non alimentati con mangimi, soprattutto ogm, ma riteniamo troppo difficile cercare un allevatore di fiducia, telefonare e aspettare che macelli vicino a casa nostra seguendo le norme italiane sia di igiene che di controllo delle malattie, ci resta più facile prendere anche la carne al supermercato, guardando prima il prezzo e poi, forse, la provenienza, a volte la carne proviene dalla Polonia, ma è macellata in Italia e noi compriamo leggendo sommariamente e vedendo la dicitura "Italia" ci sentiamo sicuri. Si tratta di sensibilizzare prima il consumatore finale, o comunque ANCHE il consuamtore finale che è l'unico che puo' fare la differenza, se noi continuiamo a comprare alimenti in genere coltivati e allevati fuori dal territorio italiano, facciamo soffrire l'economia agricola italiana (se possibile farla soffrire ancora di più) e continuiamo ad arricchire le multinazionali che cercano solo il potere economico a discapito della salute nostra e della nostra terra.

7 commenti:

  1. Mi sento esattamente come te adesso...indignata e terrorizzata allo stesso tempo....Ho sempre temuto gli ogm, proprio per gli effetti che potrebbero avere col tempo.Si,adesso potrebbero sembrare innocenti ma col tempo? Ho sempre evitato ed evito il mais per questo motivo, compro il più possibile biologico...e poi cosa fanno? Che tristezza!UN ABBRACCIO TAmi

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  2. Complimenti per il tuo bellissimo blog! :-)
    Detto ciò (era un dovere visti i tuoi copolavori culinari) mi permetto di lasciarti 2 link.

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/category/ogm/

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/24/ogm-piu-che-lo-slow-pote-il-fast-food/

    Perchè prima di darsi al panico è importante informarsi e soprattutto farlo tramite persone esperte in materia, senza a vere a pretesa di far cambiare idea a nessuno.

    Davide

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  3. caro Davide, grazie per il tuo gradito commento e grazie per aver chiamato capolavori i miei dolcetti.
    Io non creo panico e so bene di cosa parlo, sono informata e non cabiero' idea, con molto piacere andrò a vedere i link che mi hai postato e li lascerò qui a disposizione di chi vorrà leggerli.

    Grazie a cnhe a te Mari, ma noi abbiamo le zucche buone :D

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  4. E' stato un piacere leggere il tuo post che condivido in pieno.
    Non ritengo crei inutile allarmismo ne panico, ma mi pare si limiti ad esprimere un'opinione condivisibile da molti si un tema trattato seppur parecchio ma in maniera un pò pilotata e superficiale.
    Visiterò il sito che Davide ha lasciato , sicuramente mi darà ulteriori informazioni ma non credo mi farà cambiare idea!....
    un abbraccio
    simona

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  5. Concordo parola per parola!
    Ma che ci vuoi fare qui a Bruxelles quando sentono il nome "patate"non capiscono piú niente!
    Le fanno in tutti i modi e ora anche OGM.
    Bleaaaaaaaaaaaaaaaa!
    Eppure io mi ricordo le verdure che venivano dall'orto dietro casa...

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  6. io sono pienamente d'accordo con te blunotte. Credo che farsi prendere dal panico sia inutile, certo, ma condivido i tuoi pensieri. sono decisioni che subiamo e che condizionano il nostro futuro...

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  7. Una gran tristezza, ecco quello che provo. Né allarmismo, dunque, né panico: solo un senso di perdita per materie prime di qualità che tra poco non esisteranno più. E che sarebbero la base della buona cucina. Grazie per averci informato.

    Sabrine

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