sabato 30 maggio 2009

PESTO


Non ho la fortuna di avere l'orto che ho sempre avuto, anche se la ritengo una situazione provvisoria, ma le piccole terrazze danno i loro frutti e oggi è già ora di cogliere un po' di basilico fresco.

Non so dare dosi, ma solo gli ingredienti, perchè io il pesto lo faccio a occhio come molte cose, la cosa particolare del mio pesto è che tutto va nell'omogenizzatore, così non si scalda e si trita per benino tutto.
Metto il basilico, olio extravergine di oliva, 3 o 4 cucchiai di grana grattugiato, una manciata di pinoli e 1\2 spicchio d'aglio.
Frullo per qualche secondo, fermo, riaprto per altri secondi per 3 o 4 volte e il pesto è pronto.


Un piatto semplice, ma che profuma di fresco e di natura.








venerdì 29 maggio 2009

MUFFIN AL CACAO

Era da tanto tempo che nonf acevo dei muffin e questi nuovi stampi della Silkomart sono stati proprio lo spunto giusto per elaborare una nuova ricettina, di solito faccio a occhio e non pubblico le ricette, ma stavolta ho voluto segnare tutti gli ingredienti, visot che poi il risultato è stato anche molto buono.




RICETTA
ingredienti:
-1uovo
-100g di zucchero
-75g di olio di semi
-150g di farina
-75ml di latte
-30g di cacao
-un cucchiaino di lievito
Il procedimetno è semplicissimo, mescoliamo tutti gli ingredienti in una terrina e versiamo negli stampinifino a riempirli per 3\4.
Poi in forno ventilato a 180° per 15 minuti.
Questo è l'interno, molto soffice e morbido!







mercoledì 27 maggio 2009

PANINI SEMIDOLCI DI ADRIANO



Sono tornata con una gran voglia, di impastare, li far lievitare e di creare, quindi con in mente solo impasti lievitati esco, compro del lievito di birra fresco e quando torno mi collego al blog di Adriano, una garanzia per ogni tipo di lievitato!
Mi gusto un po' le ultime sue creazioni e mi fermo a leggere la ricetta di questi panini semidolci, la sento subito mia, sì mi si addice e mi metto all'opera.

Ho modificato un po' la ricetta, visto il gran caldo ho pensato di mantenere i tempi di lievitazioni e diminuire il lievito, ma nonostante avessi messo meno lievito i tempi li ho dovuti comunque ridurre; altra modifica che ho apportato è la farina, ho messo metà manitoba e metà 00.

Questa la ricetta di Adriano cone le mie modifiche:

Ingredienti:
1kg farina W250 (in alternativa farina 0 per pizza 12% proteine min. , con buon assorbimento)
io ho messo 1\2 kg di manitoba e 1\2 kg di 00
500gr latte intero fresco
160gr uova intere (ca. 3)
100gr burro io ne ho messi 50
30gr strutto ne ho messi 80
Ho cambiato le quantità di grasso perchè avevo poco burro e poi lo strutto che ho è prodotto in casa da mio padre, quindi lo preferisco.
80gr zucchero
18gr sale
12gr lievito fresco ne ho messi 8, ma ne bastavano anche meno, mantenendo i tempi di lievitazione visti i 33 gradi che avevo in casa
1 cucchiaino malto.
Sciogliamo il lievito ed il malto nel latte intiepidito, amalgamiamo 500gr di farina e lasciamo gonfiare (ca. 90’) passata un'ora pero' il mio impasto era già molto fermentato e ho iniziato ad impastare.
Uniamo una manciata di farina ed avviamo l’impastatrice, con il gancio a bassa velocità.
Quando l’impasto si sarà asciugato, uniamo le uova una alla volta, accompagnate da un po’ di zucchero e qualche cucchiaiata di farina, evitando di smollare la massa.
Con l’ultimo uovo aggiungiamo il sale.
Aumentiamo la velocità a 1,5 ed impastiamo fino ad incordare la massa, poi inseriamo il burro e, una volta reincordato, lo strutto.
Continuiamo ad impastare a velocità sostenuta, fino a che la massa non si presenterà elastica, semilucida e farà il velo.
A mano: facciamo la fontana con la farina, disponendo il sale e lo zucchero all’esterno, al centro mettiamo il preimpasto e le uova ed impastiamo fino ad ottenere una massa elastica. Chiudiamo il burro morbido al centro ed impastiamo battendo di continuo sulla spianatoia. Ripetiamo la stessa operazione con lo strutto ed impastiamo battendo, fino ad ottenere le caratteristiche prima descritte.

Copriamo e poniamo a 26° fino al raddoppio al mio impasto è bastata meno di un'ora per raddoppiare. Rovesciamo sulla spianatoia, sgonfiamo l’impasto appiattendolo con le mani e diamo le pieghe di tipo 1, copriamo a campana.
Dopo 30’ porzioniamo a 15 – 20gr ed avvolgiamo a palla stretto.

Lasciamo lievitare a 28° fino al raddoppio, lucidiamo con albume battuto conpari quantità di latte ed inforniamo a 190° per ca. 12’ (nel mio forno sono bastati 10 minuti e hanno già preso colore)

Sono perfetti, buonissimi come sapore e di una morbidezza e sofficità davvero speciale e poi con un kg di farina ne sono venuti davvero tanti che li ho congelati in sacchetti e così li ho sempre pronti.



martedì 26 maggio 2009

...CROCIERA IN GRECIA...



16 maggio 2009

Partenza da Venezia per una nuova vacanza, una nuova esperienza, una crociera, questa sconosciuta a noi viaggiatori fai da te.

La nave è la Costa Victoria della Costa Crociere, appena arrivati in porto ci rendiamo conto che la vacanza non sarà come le nostre solite vacanze, ci danno subito la precedenza all’imbarco perché abbiamo un piccolo duenne, mi aiutano a salire perché ho in braccio il piccolino, e mi danno una salvietta per rinfrescare me e il mio ometto.
Le valige le abbiamo comodamente “abbandonate” a terra per ritrovarle poi nella cabina poco dopo il nostro arrivo.Ci siamo imbarcati abbastanza presto rispetto agli orari indicati, quindi abbiamo aspettato circa mezz’ora ai tavoli della piscina, stuzzicando qualcosa dal ricco buffet.
Arriviamo in cabina, piccola, ma più grande di come ci aspettavamo,con un grandissimo oblò dal quale ho poi ammirato il mare e i paesaggi durante tutto il viaggio, solo mancava il lettino da bambino che avevamo chiesto e il nostro cameriere, si è subito prodigato per portarcelo e per prepararcelo come lo volevamo noi.
Ore 18 partenza da Venezia, la città è sempre bella, ma vista dal mare ha un fascino diverso, se possibile è ancora più affascinante.



Una notte di navigazione ed arriviamo ad Ancona, tappa che noi nemmeno abbiamo tenuto in considerazione, essendo nati a pochi km e avendoci vissuto, ma siamo scesi dalla nave per salutare i nostri genitori che non vedevano il loro nipotino da più di un mese.
Abbiamo scelto questa crociera anche se aveva la tappa di Ancona, che non ci interessava, perché a noi affascinava moltissimo Atene e questa ci offriva la possibilità di visitarla.
Passando due giorni in nave ci rendiamo conto bene di che vita si fa, ma io che per anni ho servito i turisti come cameriera mi rendo conto della vita che fa il personale di bordo, sono persone estremamente gentili e disponibili, da quello che fa le pulizie (vogliamo parlare delle pulizie? Ogni angolo, ogni vetro ogni cm è perfettamente pulito e continuamente pulito) al maitre agli animatori.
I camerieri sono per lo più filippini e sono di una gentilezza unica, se non riescono a comunicare bene in italiano parlano benissimo in inglese, mi sono anche vergognata di farmi servire così tanto e così bene, io che mi trovavo spesso dalla loro parte, il cameriere a tavola che mi aiuta a mettere il piccolino nel seggiolone, il cameriere della cabina che mi incontra nei corridoi di pomeriggio e mi chiede se ho bisogno che mi venga riordinata la camera, ma come? Me la riordini già la mattina e mentre sono a cena, io preferirei che ti riposassi un po’.
Un giorno di navigazione, un giorno di piscina, idromassaggio, lettino e sole, purtroppo non abbiamo vissuto molto l’interno della nave, come la piscina coperta perché vietata ai più piccoli e gli spettacoli serali perché il mio piccolino aveva paura e ci ha fatto passare tutte le sere ad ascoltare piano bar (ottima musica) e a guardare le persone che ballavano il liscio. C’è da dire che per i bimbi più grandi c’è un’opportunità, dai 3 anni c’è un miniclub aperto fino alle 23 in cui si possono lasciar giocare i bambini.
La sera della navigazione c’è la famosa serata di gala, la serata in cui si conosce il comandante e l’equipaggio, la serata in cui l’abito consigliato è elegante, ma c’è veramente gente vestita in ogni modo, anche uomini con bermuda e maglietta; non so però se ai miei occhi fosse più ridicolo quell’uomo vestito con i bermuda o il mio Blunight con la cravatta, che s’è lamentato tutta la sera dicendo che la cravatta è una tortura e andrebbe vietata.


Martedì mattina arrivo a Santorini, sbarco in lancia ci hanno detto………booo, chissà che barchetta sarà questa lancia??? Altro che barchetta, ci stavano 40 persone e comunque eravamo molto vicini al porto e anche per chi soffriva il mal di mare non è stato un problema, io ho capito che il mio piccolino non soffre il mal di mare, forse proprio perché è piccolo, ma non ha mai risentito nemmeno dei movimenti della nave.

Ma torniamo a Santorini, bellissima isola, non avevamo molto tempo e con la Lonely Planet alla mano (non ci spostiamo mai senza questa guida) abbiamo capito che per prima cosa volevamo salire e vedere la città di Santorini che è in cima ad una roccia e per salire ci sono 2 possibilità : farsi trasportare da un asino lungo il percorso degli asinelli o la funivia, io, che soffro di vertigini e dico categorici NO alla funivia, volevo ovviamente andare su a cavallo del povero asinello, ma Blunight non mi ha nemmeno lasciato il tempo di pensare, mi ha detto: prendimi 4 euro! E in pochi secondi mi sono trovata seduta sulla funivia con lo sguardo rivolto verso il basso che avvisavo i miei vicini che avrei anche potuto urlare, ma sono stata bravissima, anche perché sono una mamma e non posso permettermi il lusso di avere paura, io sono quella che deve tranquillizzare adesso.


Ci facciamo un bel giro a Santorini , tra mercati del pesce e hotel a 5 stelle per poi prendere un autobus che ci porti fino a Oia, bellissimo paesino , anche questo completamente costruito su una roccia, mezz’ora di autobus per 1,20 a persona per tornare poi in taxi pagando 15 euro, ma sempre meno dell’ escursione organizzata dalla Costa.

Il paesino di Oia è spettacolare, affascinante casine bianche come quelle di Santorini, ma non so perché qui il fascino è diverso, tetti e finestre azzurri come il mare, come in quella cartolina che mi spedì la mia amichetta Lucia quando avevamo 7 o 8 anni e lei ci ando’ con i suoi genitori, quella cartolina che tanto guardavo cercando di capire perché lei era andata in Grecia e io non avevo mai fatto un viaggio più lungo di 35 km per arrivare a casa di mia nonna.


Non ho fatto altro che scattare foto, anche le Chiese hanno i tetti azzurri e tutto sembra così surreale, a me sembra non essere vero , il mare così vicino e così lontano perché ci divide la roccia a strapiombo, ma io stranamente non ho paura, non ho le vertigini, mi sento bene.
Purtroppo è ora di tornare in nave e il pomeriggio siamo già a Mykonos, qui ci accoglie un vento abbastanza fresco, ma che da una magia particolare a questo posto che mi evoca strane sensazioni, aiuto non so che succede, sento di esserci già stata, sento di conoscere i posti , le strade, i profumi di pesce passando davanti ai ristoranti, ma come è possibile? Io non sono mai stata in Grecia, eppure ho questa strana e netta sensazione, mi sembra di conoscere tutto e tutti, il quartiere della piccola Venezia




con le chiese una attaccata all’altra sembra che mi stiano parlando il bianco delle mura, i mulini a vento e le tavole apparecchiate con le tovaglie sventolanti che s’affacciano sul mare e poi…….un regalo, sì Mykonos ci regala un bellissimo tramonto sul mare, io che dal mio mare ho sempre visto l’alba e mai il tramonto rimango incantata, affascinata, estasiata da questa vista, dal regalo che l’isola ci presenta.


Ci fermiamo a mangiare nella trattoria Antolini, consigliata dalla nostra infallibile Lonely Planet e qui ci servono spiedini greci, insalata greca e delle polpette da un sapore davvero speciale, due birre grandi per un prezzo davvero da trattoria e con la gentilezza e l’ospitalità di una trattoria

.
Il tramonto ci accompagna in nave e dolcemente il mare mosso ci culla e ci fa addormentare sereni.
La mattina dopo ci aspetta la visita della città di Atene, la città è enorme e con un bimbo piccolo non è pensabile di girare da soli rischiando di non vedere qualcosa di importante, quindi abbiamo acquistato l’escursione della Costa, la più lunga, ma la più completa. Si arriva nel porto del Pireo , che è una città unita ad Atene, anche come conteggio di numero di abitanti, ma per arrivare ad Atene ci sono alcuni km di autobus e mentre percorriamo questi km la guida ci racconta un po’ la storia di Atene, io non sto a raccontarla perché si può leggere su qualunque libro, mentre questo è il racconto del NOSTRO viaggio.

Passando per Atene arriviamo all’ Acropoli, che dire? Straordinario, a parte trovarsi in luoghi che ci hanno sempre e solo raccontato, a parte ammirare l’arte studiata sui libri e capire l’entusiasmo dell’insegnate quando ce la spiegava, sembra proprio di vivere tornando indietro nei secoli, la mia mente cancella dalla scena le persone, ne lascia solo alcune e le traveste come gli antichi greci, così vivo per alcuni istanti nella storia e mi sento protagonista.


Credo proprio che l’Acropoli abbia la facoltà di far sentire protagonista ogni visitatore, basta solo chiudere gli occhi un secondo e si riaprono in un’altra era.
Finita la visita dell’Acropoli ci fermiamo a vedere lo stadio, dove si svolsero i primi giochi olimpici e ci facciamo un giro alla Plaka, la zona dei negozi, ma noi giriamo poco per negozi e molto alla ricerca delle viuzze più particolari e alla ricerca di uno scorcio dell’Acrolopoli.

Purtroppo anche la visita ad Atene è terminata e noi ci saremmo rimasti almeno altri due giorni, ma Corfu’ ci aspetta.
E l’indomani sbarchiamo in questa meravigliosa città che sembra essere ancora controllata dalle due fortezze, la vecchia e la nuova, noi ci dirigiamo immediatamente verso la vecchia c’è una bella salita da fare e considerando il gran caldo e lo spingere il passeggino tutto si fa ancora più faticoso, ma ne vale la pena, vale la pensa anche pagare 3 euro per l’ingresso nonostante dentro non ci sia niente, perché il panorama che si vede da lassù non ha prezzo.

Approfittiamo del fresco nei passaggi dentro la fortezza per far addormentare il piccolo turista impeccabile, sì perché va detto che in tutti questi spostamenti lui è stato il più bravo, il meno insofferente, e non ha mai fatto un capriccio.


Scendiamo di nuovo in città con l’idea di andare a vedere l’altra fortezza, ma volevamo passare per il Liston, passeggiata particolare sotto portici dal gusto parigino, dove dicono i numerosi turisti si fermano a bere un caffè.


Purtroppo prendiamo la direzione sbagliata e un gentile signore che vendeva le pannocchie di mais arrostite oltre a darci indicazioni (ovviamente le comunicazioni avvengono in gran parte in inglese), ci ha anche regalato una cartina ben dettagliata.
Con la nostra nuova cartina ci dirigiamo verso la vecchia fortezza, girando per le viette piene di negozi, che espongono merce di molte firme anche italiane, puro tarocco, questo lo deduco dai prezzi, davvero non riesco a capire come sia possibile, ma i negozi per la maggior parte esponevano merce, soprattutto borse “firmate”!
Arriviamo al Liston e non possiamo non fermarci a bere una birra fresca approfittando pure del sonnellino del piccolo, andiamo in una specie di piccolo fast food, ma paghiamo veramente poco la birra, rifocillati riprendiamo il cammino visitando le Chiese che ci indica la Lonely Planet, fino ad arrivare alla fortezza nuova, un giro in un parco giochi per correre un po’ dopo il sonno e prima di ripartire volevo anch’io bere un caffè, quindi torniamo nel nostro piccolo fast food e ci prendiamo due caffè shakerati.
Torniamo in nave e lì ci aspetta la cena di arrivederci, in cui tutti i camerieri al momento del dolce si fermano in piedi con musica di sottofondo per ringraziarci, ma io continuo a non capire, perché sono loro a ringraziare noi? Siamo noi che dovremmo STRAringraziare loro e infatti è tutto così commovente per me.


Ultimo giorno Dubrovnick, Croazia, anche qui sbarco in lancia, ma è tutto così ben organizzato che non ci sono code e stavolta le lance erano le scialuppe di salvataggio della nave, sembravano piccoline attaccate alla nave, ma sono grandi pure quelle.

Dubrovnik è strana, sembra nuova, perché ricostruita nel XVII secolo dopo un terremoto che fece ricostruire quasi interamente la città, circondata interamente da bellissime mura , è divisa in due da una strada che parte dal porto, una zona pedonale piena, troppo per i nostri gusti, di turisti, infatti noi ci avviamo subito per le vie del centro, ma è tutto così faticoso , piccoli vicoli, pieni di scale da fare tenendo a turno il passeggino con tanto di "zavorrino" dentro.


E’ piccola la città, ma bella e vale la pena visitarla, anche solo mezza giornata.


La mattina dopo arriviamo a Venezia, le operazioni sbarco, i bagagli lasciati la notte prima lungo il corridoio delle cabine e ritrovati molto facilmente in porto divise per targhette colorate, e la navetta fino al piazzale Roma, hanno reso tutto facile e poco faticoso. Sembra così strano che con un’ora e mezza di treno ci siamo ritrovati già in vacanza, ma è così e la parte più faticosa di tutto il viaggio è stato oltrepassare il ponte che unisce piazzale Roma alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia con bagagli, visto che sono tutti scalini, bassi e lunghi, ma sempre scalini, nota positiva però è che c’è un cartello che dice che stanno costruendo (o progettando) la rampa accanto al ponte.
Tutto sommato a chi mi chiede se vale la pena fare una crociera io rispondo di si, ma con i bimbi, noi senza figlio non l’abbiamo fatta, ma non è tipo di vacanza che si addiceva a noi prima, invece con i figli è l’ideale, ci sono tutti i tipi di confort, tutti i tipi di cibo per loro e le comodità basta cercarle perché ce ne sono, forse troppe, al punto che mi sentivo in colpa di essere lì e in più i minori di 18 anni non pagano nulla.

martedì 12 maggio 2009

......UN FIORE, SEMPLICEMENTE.....

Oggi non c'è una ricetta, c'è solo il frutto di tante prove, tante sere passate a cercare di fare queste rose, ma fatte bene come le volevo io e non mi piacevano mai abbastanza.
Stavolta ho capito che è così che le voglio e ho finalmente ascoltato la mia amica Marina che mi chiedeva da un po' se potevo farle un paio di rose da tenere, perchè quelle di questa torta che avevo fatto per la dolce Emily le avevano mangiate tutte.



Vi lascio qualche giorno con l'immagine di questi fiori, con la speranza che riescano a farvi sorridere e a trasmettervi l'allegria che trasmettono a me i fiori.
E vi lascio con uno dei piu' bei ricordi degli studi di letteratura inglese

I WANDER'D lonely as a cloud
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.
..................
Daffodils, W.Wondworth






sabato 9 maggio 2009

TRUFFLE CAKE...storia di una torta


Questa è la storia non solo di una torta, ma di un'amicizia. Virtuale? No, perchè parlo piu' con lei che con altre amicizie reali, perchè quando la sera siamo entrambe sole e i nostri cuccioli fanno la nanna ci facciamo compagnia e ci raccontiamo , parliamo di torte, di vita, di bimbi, di tutto.
Lei è la mia amica Donatella e un giorno mi stava raccontando della sua truffle cake fatta con la ricetta di Diletta.
Mi stava dicendo che un pochino le si è abbassata al centro e insieme abbiamo cercato di comprenderne il motivo, pero' io stavo parlando di una ricetta a me sconosciuta e oltre che dare la colpa al suo forno non sapevo dire altro.
Così mi sono fatta dare la ricetta e ho provato, mentra la facevo le raccontavo tutti i passaggi in chat minuto per minuto, ci siamo appuntate ogni movimento fatto, ogni variazione di temperatura del forno , tutto insomma, così da poter vedere se c'erano differenze tra la mia e la sua esecuzione.
La ricetta è qui , io pero' ho apportato qualche modifica, ad esempio alla farina di mandorle ho sostituito quella di grano saraceno perchè io sono allergica alle mandorle e anche se non mi piace per niente il cioccolato volevo assaggiarne un po' per capirne la consistenza.
Ho poi modificato il cioccolato, ho messo 200 grammi di cioccolato fondente e 100 di cioccolato al latte (se ricordo male Donatella mi correggerà) e l'ho fatta tutta nera, non striata come da ricetta.
CHOCOLATE TRUFFLE CAKE
100gr Cioccolato fondente (per farla tutta nera ho messo 150 g di fondente e 100 al latte aggiungendo pero' altri 2 cucchiai di latte)
6 Tbs Latte (1 TBS è un cucchiaio)
175gr Burro morbido
175gr Zucchero
4 Uova
150gr Farina autolievitante (io ho usato la farina normale)
½ Tsp Lievito chimico (ne ho messi 8 grammi )
100gr Farina di Mandorle (ho messo quella di grano saraceno che mi sembrava somigliasse di piu' come consistenza)
1 Pizzico di Sale

Per i tartufi e la farcia al cioccolato
250gr Crème fraîche
350gr Cioccolato fondente
Cacao amaro
Io non ho fatto i tartufi ed ho fatto una semplice ganache con 250 ml di panna fresca e 150 g di cioccolato fondente
Occorrente
Due tortiere da 20cm con bordi alti 3-4cm
Preriscaldare il forno a 180°C. (io l'ho acceso solo quasi a fine realizzazione dell'impasto, inforno quasi esempre a forno tiepido)
Fondere il cioccolato a bagnomaria o nel micronde insieme ai 6 cucchiai di latte e lasciare raffreddare. Nel frattempo montare a crema il burro e lo zucchero con le fruste elettriche. Aggiungere le uova una alla volta e quando queste sono ben assorbite, setacciare sopra il composto la farina e il lievito. Mescolare bene con una frusta o un cucchiaio di legno. In ultimo, aggiungere la farina di mandorle e mescolare nuovamente. A metà dell’impasto aggiungere il cioccolato fuso e all’altra metà, quella rimasta bianca, due cucchiai di latte. Riempire con cucchiaiate alternate bianche e nere le due tortiere e con un lungo stuzzicadenti girare per creare un effetto marmorizzato. Infornare e cuocere per 25-30 minuti, prova stecchino. Raffreddare nelle tortiere per 5 minuti, poi sformare e lasciare raffreddare su due griglie.Per fare i tartufi, riscaldare in un pentolino 5 cucchiai di crème fraîche fino a quando inizia a bollire, spegnere, aggiungere 150gr di cioccolato spezzettato e mescolare fino a quando è sciolto e il composto liscio. Lasciar raffreddare per un’oretta e poi mettere in frigorifero a solidificare bene. Quando solido, dividere il composto in 16 parti e formare con le mani dei tartufi. Rimettere in frigorifero a solidificare nuovamente.Per la farcia, scaldare come prima il resto della crème fraîche, spezzettare i restanti 200gr di cioccolato, aggiungerlo alla panna calda e mescolare fino a quando è completamente sciolto. Lasciare raffreddare per un’oretta.Per assemblare la torta, mettere su un piatto da portata il primo strato di torta e spalmare un terzo della farcia, coprire con il secondo strato di torta e ricoprire tutta la superficie (bordi compresi) con il resto della farcia. Grattuggiare 2 quadretti di cioccolato e spargere con il cioccolato grattuggiato il bordo esterno della torta. Ripassare i tartufi nel cacao amaro e posizionarli sul bordo di cioccolato grattuggiato.Lasciare la torta a temperatura ambiente fino al momento di consumarla. Può essere preparare il giorno prima o addirittura congelata (consumarla però entro un mese).

Non so perchè, ma non riesco a incollarla qui , anzi se qualcuno mi sa aiutare e mi sa dire come mai non riesco ad incollare nulla su nessun post lo ringrazio e pubblico pure qui la ricetta copiandola e incollandola.
Ecco ho risolto, anzi a dire la verità non ho risolto ancora, ma la mia amica e aiutante preziosa per il blog TZUNAMI mi ha spiegato che forse mi mancano un paio di programmini nel pc che usavo ieri (ogni tanto Blunight si diverte a cambiare impostazioni e varie nei pc di casa, chi lo capisce è bravo) e per questo non riuscivo ad incollare.
Comunque grazie a chi ha cercato di siutarmi.

Ma ora torniamo alla nostra torta, riuscitissima, perfetta non molto alta, ma credo se ne facciano due apposta, io l'ho appena assaggiata per capirne la consistenza e anche se non sopporto davvero tutto quel cioccolato è buonissima, è bella consistente, non sbriciola e si scioglie in bocca.
Pero' avevo una torta intera e una sola persona che l'avrebbe mangiata, quindi ho invitato un po' di persone che mi hanno fatto un po' da cavie, sembra che abbiano apprezzato questa torta ricca ricca di cioccolato, è vero che come dice Blunight non ti direbbero mai NON E' BUONA, ma se proprio non piacesse credo lo avrebbero detto, a me comunque sembrava che avessero gradito molto, poi vediamo se qualcuno tra le persone che l'hanno assaggiata lascia un commento e ci racconta meglio di me com'è al palato questa torta.

Il bello di tutta questa storia è che la sera che l'abbiamo tagliata lì con noi io sentivo che c'era anche Donatella, perchè quella torta l'abbiamo fatta insieme e se lei fosse stata qui l'avrebbe anche mangiata!

giovedì 7 maggio 2009

FAGIOLINI SOTT'OLIO




Questa ricetta mi ricorda le prime verdure che mettevo sotto vetro con mia madre, quando ero ancora piccolina, ma già appassionata di cucina. Avevo una decina d'anni e mia madre mi portava tutti i giorni con se per aiutarla nell'orto, a dire il vero tutte le estati i miei fratelli ed io le abbiamo passate a fare i lavori in campagna ed io ero un po' di piu' "l'addetta all'orto".


Quando l'orto dona i suoi frutti bisogna saperne approfittare e studiarsi ogni modo per conservare questi frutti anche per l'inverno.


Con questo metodo mia madre ed io abbiamo messo sotto vetro ogni tipo di verdura, ma oggi vi propongo i fagiolini, visto che tra non molto ce ne sarnno di nuovo nell'orto, vi do questa idea.


E colgo anche l'occasione per partecipare al concorso SOTTO VETRO di wiggi





La ricetta è estremamente semplice:

Si fanno bollire 2 litri di vino bianco (io uso Verdicchio da tavola, ma perchè ho quello a disposizione, credo che vada bene un qualunque vino bianco) e un litro di aceto con 5 foglie di alloro, due cucchiai di sale e qualche bacca di ginepro, si buttano 1 kg di fagliolini e si fanno cuocere per circa 3 minuti, i quali minuti pero' variano a seconda dei gusti, a me i fagiolini sotto'olio piace che siano belli croccanti e li faccio cuocere per 3 minuti, se invece piacciono belli cotti e morbidi servono 5 minuti.

Passati i minuti di cottura si scolano i fagiolini con uno scolapasta e si mettono ad asciugare su un panno asciutto, coperti da un altro panno asciutto.

Quando sono freddi si mettono in una terrina e si condiscono con olio extravergine di oliva (io uso quello delle colline marchigiane che producono i miei genitori), aglio tritato finissimo (a chi piace si possono mettere anche pezzi piu' grandi) e prezzemolo tritato.

A questo punto si mettono nei barattoli, ben sistemati per farcene stare piu' possibile, alternando con olio evo, si chiudono i barattoli ermeticamente e i fagiolini sono pronti per l'inverno.

...Una sorta di cicala che mette da parte le provviste.








mercoledì 6 maggio 2009

CROSTATA DI SFOGLIA VELOCE VELOCE

Come sapete ogni tanto faccio esperimenti, stavolta l'esperimento non è riuscito, quindi alle 1.30 di notte mi sono trovata senza dolce e allora mi invento questa crostata

L'sperimento non riuscito (che riprovero') mi ha fatto consumare tutte le uova che avevo in casa e allora ho cotto una sfoglia di pasta sfoglia pronta, sopr aci ho mesos una cremina fatta al volo con 1\2 litro di latte, 150 g di zucchero e 100 g si frumina.
Ho decorato con della frutta , ricoperta con gelatina ed ecco la mia torta dell'ultimo minuto.


lunedì 4 maggio 2009

VENEZIA E TARTELLE CHANTILLY E FRAGOLE

Da qualche giorno avevo promesso al mio piccolino che lo avrei portato a Venezia, dove il babbo e la mamma hanno fatto quelle foto che lui guarda ogni tanto, quindi il primo maggio è stat l'occasione ideale, vista la bellissima giornata.
Si è divertito tantissimo a guardare le barche, le gondole, i motoscafi , a correre dietro ai piccioni e a dargli il pane e noi ci siamo divertiti a corrergli dietro.

Piazza San Marco piena, strapiena di gente, ma sempre ricca di fascino.



Il gondoliere veneziano che guida i turisti e spiega loro i monumenti



...Da ogni ponte si riescono a fare belle foto....


Ora veniamo ai dolcetti , le tartelle che non avevano alcuna pretesa, ma sono addirittura servite a festeggiare un compleanno, una festa inaspettata.
Marina mi dice: se sei sola questa sera vieni con il tuo piccolino a bere un caffè, ci sono un paio di amici e io accetto volentieri, poi non sono piu' sola e porto anche Blunight, ci accomodiamo e arrivano gli invitati con i regalini.
Non mi aveva detto niente per non obbligarmi ed è stata gentilissima ad invitarmi, grazie Marina per la bella serata e auguri.

La ricetta:
la frolla è quella di Cinzietta , quella qui sotto dei biscotti decorati.
La crema invece è una pasticcera con due uova ( 2 rossi d'uovo, 2 cucchiai di farina, 2 cucchiai di zucchero , 2 bicchieri di latte) con aggiunta, quando è fredda, 150 ml di panna montata.