venerdì 31 ottobre 2008

SALAME AL CIOCCOLATO CON NOCCIOLE

Oggi volevo fare qualcosa di particolare, l'idea del salame al cioccolato mi piaceva, così lo faccio, lo metto in freezer e non ci penso piu', ma sempre il solito salame, basta, non se ne puo' piu' e allora cerco una versione nuova e per me questa versione di mucchina è nuova.
Soprattutto mi è piaciuta l'idea di decorarlo e chi avrebbe mai pensato di agghindare così il salame al cioccolato per farlo sembrare un salame vero?!?
L'ho fatto rotolare un po' nello zucchero a velo e l'ho legato per benino con dello spago come si fa per i salami di carne e l'effetto è troppo carino.

Questa è la ricetta, direi molto semplice e veloce, forse da oggi adotto questa ricetta al posto della mia:



INGREDIENTI
100g zucchero
150g biscotti secchi
70g cacao amaro (di quello buono)
80 g nocciole tostate
70g burro salato morbido
2 cucchiai di rhum scuro o liquore a vostro piacere
1 uovo intero + 1 tuorlo
zucchero a velo e spago da arrosto per decorare

Si tritano grossolanamente i biscotti mettendoli in un sacchetto per congelare e passandoci sopra il mattarello (e già questa innovazione che non sporca mi ha fatto impazzire)
Si tostano le nocciole in forno per qualche minuto poi di dividono a metà,una parte si tengono intere,l'altra metà si tritano.
Si sbattono l'uovo e il tuorlo con lo zucchero fino a che sarà spumoso,si uniscono cacao e burro e si continua a sbattere per amalgamare bene.
Si uniscono nocciole e biscotti e si mescola per bene fino ad avere un impasto omogeneo.
Si arrotola l'impasto in un foglio di carta da forno in modo che abbia una forma a salame e si mette in frigo a rassodare per un paio di ore circa.


E CON QUESTA RICETTA POSSO PARTECIPARE ALLA RACCOLTA DI TZUNAMI, ANCHE SE IL MIO PICCOLINO IL SALAME LO MANGERA' TRA QUALCHE ANNO

giovedì 30 ottobre 2008

RISOTTO ALLA ZUCCA

L'importanza delle materie prime:
una ricetta puo' essere molto ben studiata, e seguita alla lettera, senza tralascaire nemmeno un particolare, ma se non usiamo le giuste materie prime, cioè prodotti, buoni, freschi e di sicura provenienza, rischiamo i compromettere irrimediabilmente la riuscita delle ricetta o di tirar fuori un buon piatto, ma molto anonimo e molto simile all'industriale.
Io su queste cose sono molto pignola e pretendo il meglio per mangiare, e poi non è detto che per mangiare bene si debba spendere di piu', anzi, io risparmio ad esempio andando dalla signora che vende i prodotti del suo orto, certo non parliamo di biologico, ma piu' sano di un prodotto creato in un laboratotio chissà dove in Europa e maturato con chissà quali gas lo è.
Ma veniamo al nostro risotto:


Intanto bisogna selezionare la zucca, dolce, io prendo quelle allungate, la signora me la vende a fette, quindi posso averla sempre fresca.
Poi il riso, quello buono, in questo caso l'ho preso integrale e biologico, ci impiega di piu' a cuocere, ma il sapore non è paragonabile a nessun'altro tipo di riso.
E in fine il brodo, di carne, tacchino non di alelvamento, ma ruspante.

Iniziamo a far rosolare dello scalogno (meno forte e piu' dolce della cipolla) in una padella con un filo d'olio, aggiungiamo la zucca tagliata a dadini e un po' d'acqua fino a coprire il fondo della padella, facciamo cuocere per 20 minutio la zucca, poi aggiungiamo il riso, lo facciamo rosolare un po' e iniziamo a versare il brodo bollente, piano piano, un mestolo alla volta, sempre mescolando, appena si asciuga ne versiamo ancora, ce ne vuole molto perchè il riso integrale impiega tanto tempo per cuocersi, alemno mezz'ora.
Appena il riso è cotto e l'ultimo brodo asciutto, mettiamo una spolverata di grana padano grattugiato (a piacere anche una noce di burro) e facciamo mantecare bene.

Pronto il nostro risotto di altissima qualità, ne vale veramente la pena


martedì 28 ottobre 2008

MERINGHE ALLA NUTELLA

Avevo voglia di coccole e allora....perchè non coccolare, così da riceverne in cambio?
E così mi sono messa di santa pazienza a fare le meringhe, cosa molto semplice, ma ci vuole quella pazienza che io non ho per la cottura, io vorrei ogni volta alzare la temperatura del forno per mettere fine all'attesa, ma non si puo' perchè si rischia la riuscita.
Ricordo mia nonna che le faceva nel forno a legna, lei faceva il suo pane, le lasagne, i dolci oppure gli arrosti e poi a forno spento e aperto infonava le sue meringhe, le lasciava in forno una notte intera e la mattina erano perfette, bianchissime, candide.

Chiedo scusa per le foto, ma era tardissimo quando le ho sfornate e volevo fotografarle subito (errore).
Questa è la mia ricetta, anzi la ricetta della mia cara nonna Gina:
2 albumi a temperatura ambiente (io li ho presi dal frigo e li ho scaldati al microonde per 10 secondi)
250 g di zucchero ( a volte uso lo zucchero a velo, ma stavolta ho preferito tornare alle orgini e fare come nonna con lo zucchero semolato).
Montiamo a neve ben ferma gli albumi e poi aggiungiamo gradatamente lo zucchero sempre continuando con lo sbattitore, fino ad ottenere una crema molto soda, nonna diceva che le meringhe sono pronte quando la forchetta sta in piedi da sola, perchè lei montava tutto a mano con due forchette, ci ho anche provato una volta, ma.....non fa per me nè per le mie sili braccia.
Io quando vedo che la forchetta sta in piedi continuo a montare ancora un po', non si sa mai.
Ora con una sac a poche (o a cucchiate come faceva nonna) formiamo le meringhe sulla lastra del forno ricoperta di carta forno, in questo caso io le ho fatte piccoline perchè poi volevo farcirle e perchè così ho impiegato meno tempo per cuocerle.
Le inforniamo a 60° per 6 ore se invece sono piu' grandi servono anche 7 o 8 ore.

Ora le uniamo con della NUTELLA tipo baci di dama e ..... buona serata!

lunedì 27 ottobre 2008

BISCOTTI CON LA SPARABISCOTTI

Chi l'ha detto che i biscotti si mangiano solo a colazione???
Che dolce pausa con questi biscottini di frolla, ma pausa da che cosa? da tutto, anche solo dal pensare, prendiamoci un po' di pausa dai nostri pensieri, a volte ci fanno solo stancare e non portano a nulla, quindi un buon caffè e un paio di biscottini.



La sparabiscotti è uno di quegli attrezzi che se non ce l'hai non l'hai mai vista non ti viene mai in mente di comprare, ma quando ho visto che meraviglie era capace di fare, la volevo e me l'hanno regalata.
Ogni volta provo una ricetta nuova e stavolta sono giunta a questa dopo tante prove:
200 g di burro,
100 g dizucchero a velo,
150 g di farina,
1 uovo,
un pizzico di sale.
Ho messo tutto a freddo nel mixer ( il burro tagliato a dadini) e ho impastato, poi ho messo nella sparabiscotti ed ecco il risultato.
Il segreto per la sparabiscotti è non ungere mai la lastra su cui "spariamo" i biscotti, altrimenti non riusciremo a formarli e niente paura , dopo cotti riusciremo benissimo a staccarli perchè è una frolla molto burrosa e il burro fa sì che non si attacchino.

TORTELLINI SPECK E GORGONZOLA

Ancora speck, sì ne ho un bel trancio giunto dal Trentino, ma stavolta un piatto che non sento per niente mio, ma che mi fa venire in mente un periodo della mia vita, quando iniziava la NOSTRA vita, in un'altra città, dove mangiano cose strane come gli sfilacci di cavallo (che ho imparato ad amare e apprezzare e piu' avanti ve li faro' conoscere), frittelle e patatine appena fritte per la strada e dove la pizza al piatto costa almeno un euro in meno.Bhe in questa città questo primo mi sembrava il meno strano anche se il nome che gli davano mi sembrava molto poco azzeccato: SPECK E VERDE, ma perchè verde? Poi ho capito che il gorgonzola in questa città si chiama verde, ma con la E chiusa, non aperta come lo direi e come lo dico io.

Io pero' ci ho mesos un tocco delle mie parti: i tortellini.
Allora iniziamo:
Tagliamo a dadini lo speck, lo mettiamo in padella con un filo d'olio e lo facciamo rosolare un po', poi aggiungiamo gorgonzola a dadini o a cucchiate e panna fresca ( tutto molto a occhio ), intanto cuociamo la pasta e la mettiamo in padella insieme allo speck, il gorgonzola e la panna, non serve sale, nè pepe perchè c'è già il sapore forte dello speck e del gorgonzola.
Facciamo saltare un po' la pasta in modo che si crei una cremina bella densa e .....ce la magiamo caldissima, la mangio anch'io che non amo il gorgonzola.

giovedì 23 ottobre 2008

SPAGHETTI ALLA CARBONARA

Ho fretta, che cosa preparo per pranzo??
Che corsa stamattina e il tempo non è mai abbastanza, ok, iniziamo:
Metto a bollire l'acqua (da qualche parte dovro' pure iniziare), prendo la pancetta dolce, la taglio a cubetti e la faccio rosolare in padella, poi prendo 4 rossi d'uovo, li metto in una tazza, ci aggiungo del pepe e sbatto fino a formare una crema.
E' ora di scolare gli spaghetti, li metto nella padella della pancetta che nel frattempo s'è freddata, aspetto che si freddino un po' e butto le uova, mescolando molto velocemente per evitare l'effetto frittata che io tanto odio nella carbonara, il tutto ovviamente a fuoco spento.
Addiirittura in un ristorante ho mangiato degli spaghetti presentati come carbonara, ma erano........gli spaghetti con la frittata, buoni, ma sempre spaghetti con la frittata.


Buon appetito a chi va sempre di corsa, come faccio io nonostante TUTTO.

mercoledì 22 ottobre 2008

CANEDERLI


Non amo la montagna, ma ogni tanto mi piace andare, farmi qualche passeggiata e soprattutto mangiare i piatti trentini e allora lo scorso anno ho rotto un po' le scatole alla signora che ci ha affittato l'appartamento per avere la ricetta dei canederli.

La signora Barbara li fa così:
150 g di pane raffermo,
150 g di speck tagliato a dadini,
40 g di farina (la quantità puo' variare a seconda del pane, mai metterne troppa)
100 ml di latte,
2 uova,
1 cucchiaio di erba cipollina tritata finemente,
sale.
Tagliate il pane a dadini, bagnatelo con il latte al quale avrete mescolato le uova il sale, mescolare e lasciar riposare per 15 minuti. Ora unite farina, speck e erba cipollina (o cipolla rosolata con burro), amalgamate il tutto, formate i canederli e cuocerli in un buon brodo di carne per 15-20 minuti.
Si possono servire sia in brodo , che scolarli e servirli in un piatto con burro fuso.
Noi a casa li preferiamo in brodo.

lunedì 20 ottobre 2008

I biscottini di nonna Gina

Questi biscotti sono un dolce ricordo della mia nonna preferita, purtroppo scomparsa prematuramente, ma ci sono stata insieme abbastanza da ricordarmi tanto di lei e da aver imparato tanto da lei.
Questi li faceva sempre ad ogni pranzo, per dolce c'era la crostata, il pan di spagna senza farcitura che lei chiamava pizza e io ogni volta ci rimanevo male perchè mi chiedeva se volevo la pizza e io pensando a pomodoro e mozzarella dicevo: siiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!

Questa è la ricetta, emozionante solo leggerla, provare a farli pensando a lei è stata una commozione continua.

900g di farina,
10 uova,
2 cucchiai di zucchero,
un cucchiaino di lievito.
Impastare una pasta un po' morbida, formare i biscotti, lessare e poi cuocere in forno a 200° finchè non diventano un po' scuri.
PER LA GLASSATURA
mettere in una pentola alta 1\2 bicchiere d'acqua, 1\2 kg di zucchero e la buccia grattugiata di un limone, far sciogliere a fuoco basso, metterci dentro i biscotti e sbatterli, non mescolare, ma sbattere.
Li avevo visti fare da piccolina e non ricordavo come glassarli, sono stata 5 minuti al telefono con mia madre per cercare di capire come facevo per far diventare lo zucchero solido e bianco intorno ai biscotti e le sue spiegazioni sono state : devi sbattere la pentola, ma sempre tenendola sul fuoco bassissimo , sbatti, non sento il rumore dei biscotti, devi sbattere forte, insomma ho sudato 7 camice prima per capire come fare, poi farlo, ma in pratica non è difficile, basta saltarli in pentola finhcè lo zucchero non si asciuga completamente e si attacca ai biscotti.

giovedì 16 ottobre 2008

Nutella home made

Mi hanno detto che il pane pugliese era da provare con la Nutella, ma a me non piace, quindi non la compro mai anche perchè non amo molto i prodotti industriali in genere, poi mi sono ricordata che avevo da tempo in mente la ricetta della Nutella home made letta in un post del fantastico Veganblog,me lo ha fatto venire in mente la mia amica Tzunami perchè anche lei stava provando a farla.
Solo che gli amici di Veganblog usano il latte di soia e io volevo usare il latte normale, quindi vedo il link ad un post di una certa Paoletta e vedo che è la stessa Paoletta che conosco io, con la ricetta per fare la Nutella data da una certa Elena Di Giovanni in un forum Cucina italiana (cito tutto perchè ho scopiazzato ovunque).

La ricetta originale è questa:

200 gr di cioccolato fondente,
160 ml di latte parz. scremato fresco,
100 gr di nocciole tostate intere (non la granella, altera il risultato),
150 gr di zucchero,
90 ml di olio di semi,
1 bustina di vanillina.
Mettere nel tritatutto le nocciole e lo zucchero, ridurle in farina. Poi aggiungere il cioccolato a pezzi e tritare bene il tutto, così si amalgano i tre prodotti ridotti in polvere. Mettere in un tegame antiaderente a fuoco molto basso il latte e l'olio, aggiungere subito gli altri ingredienti amalgamando bene e mescolando di continuo. Cuocere a 50 gradi, non di piu', per 5-6 minuti sempre mescolando bene. Invasare.
Si conserva circa 15-20 giorni. Se in frigo di piu'.


LE MIE MODIFICHE:
ho frullato insieme nocciole zucchero e cioccolato e poi ho messo dubito tutto in pentola con latte e burro, sì altra modifica è stato il burro (quello di malga), ma solo per esigenza, visto che non avevo l'olio di semi.

Veniamo al risultato, come detto io non amo la Nutella, non amo il cioccolato in genere, quindi anche se l'ho assaggiata non faccio testo, ma il mio assaggiatore ufficiale ha detto (testulai parole): è una buonissima crema di nocciole, ma non è nutella! che tradotto significa:
Buona è buona, ma sa troppo di nocciole e non è come la nutella. Per un0ignorante come me era uguale pero' anche s efosse semplicemente buona ne vale la pena, visto il risparmio in denaro e in salute!

mercoledì 15 ottobre 2008

Pane pugliese

CHE FATICA...MA CHE SODDISFAZIONE
Così inizia l'ultimo capitolo del libro "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili.
E io non potevo iniziare dal primo capitolo? No da questo, l'ultimo, quello che sembra essere il piu' difficile.Pero' l'idea di far lievitare tutte quelle ore mi faceva sognare e pensare ai racconti di mia madre, di quando era piccola e mia nonna impastava la mattina per la mattina del giorno dopo.
Ok ORE 14:30 DEL LUNEDì :inizia l'avventura.

Inizio preparando la biga ( dopo aver letto e riletto l'importanza di non impastare direttamente con tanto lievito, ma fare lievitino o biga con poco lievito che a loro volta diventano un lievito)
INGREDIENTI:


Per la biga
100 gr farina tipo 00
75 gr acqua
1 gr di lievito di birra

Amalgamare il tutto in una ciotola, coprire e lievitare per 18/24 ore

Per l'impasto
500 g di farina
350 g acqua
5 g lievito di birra
10 gr sale


ORE 8:30 DEL MARTEDì
Mettere in una ciotola metà dell'acqua, sciogliere il lievito di birra e inserire la biga, poi un po' di farina, il sale e cominciare a battere (l'importanza della battuta per le sorelle Simili è fondamentale perchè fa sprigionare il glutine all'impasto rendendolo piu' elastico).
Unire la rimanente farina e acqua alternandole.
Continuare a battere l'impasto, mettere in una ciotola unta d'olio , coprire e far lievitare per tre ore.
Ora le sorelle Simili sul libro spiegano in maniera super dettagliata come agire sull'impasto, cioè come maneggiarlo, per me è stato difficile capire bene ogni movimento e non so se ho capito bene , anche se ho cercato di ripetere tutto nei minimi particolari, pero' non sto a descirvere a parole mie per paura di scrivere informazioni sbagliate.

Passate le tre ore spolverare la tavola di farina, staccare delicatamente la pasta dalla ciotola e capovolgerla con un movimento veloce e deciso.Ora si fanno quei movimenti di cui parlavo, in pratica non dobbiamo reimpastare, ma prendere i bordi dell'impasto, tirare un lembo e portarlo al centro fino a finire il giro, poi formare la pagnotta in u certo senso arrotolando la pasta senza mai schiacciarla troppo.
Ora appoggiare il pane su un vassoio cosparso di farina di semola di grano duro, coprire a campana e far lievitare per un'ora.
Scaldare il forno a 220-230° e mettere in forno la lastra che useremo per cuocere il pane per scaldarla, far scivolare il pane sulla lastra, infornare e abbassare subito a 200°.
Il libro dice di cuocere per 40 minuti e se il pane diventa troppo rosso abbassare a 180°, io ho dovuto abbassare a 180° e toglierlo dopo appena mezz'ora.


Questo è il risultato, molto bello, molto buono e grande soddisfazione perchè con soli 6 grammi di lievito ho ottenuto una lievitazione che con un impsto diretto non avrei ottenuto nemmeno con un intero cubetto da 25g.
Bisogna organizzarsi per tempo ed avere pazienza (che non è una mia prerogativa), ma i risultati ci sono e ne vale la pena.

domenica 12 ottobre 2008

Cantucci

In questi giorni ho in mente fissi e in continuazione dei ricordi, ricordi di infanzia, di nonni perduti e di nonni lontani, quindi sto tirando fuori le ricette delle mie nonne, quelle di sempre, quelle di una vita.
I cantucci mia nonna li chiama IL CIAMBELLONE CON LE MANDORLE, e farli con la sua ricetta pensando a lei, al gran duro lavoro nei campi, ai tempi di guerra che mi racconta ancora, quando nascondevano del lardo sotto terra per non farlo rubare ai tedeschi, mi fa sentire in qualche modo vicina a lei e ai suoi anni di duro lavoro.
Lei li faceva la domenica, ma dagli anni '70, quando la povertà vissuta cominciava a non essere piu' così incalzante e non costringeva piu' a vivere di polenta per vendere uova e polli.


I cantucci vanno inzuppati nel vino, meglio nel vin santo e anche qui riaffiora il ricordo di mio nonno che fino allo scorso anno lo faceva in casa.
Mi piace molto farli, anche se non li mangio, perchè si mantengono diversi giorni in scatole di latta e sono sempre croccanti come appena fatti e poi si adattano bene anche alla colazione, dentro un bicchierone di latte caldo.

Questa la ricetta di nonna Valentina:
4 uova,
1\2 kg di farina,
350g di zucchero,
400 g di mandorle,
1 bustina di lievito,
50 g di burro fuso..
Impastare sulla tavola tutti gli ingredienti, aggiungendo per ultime le mandorle, formare dei filoncini del diametro di circa 4\5 cm,adagiarli sulla lastra del forno, schiacciarli e infornare a 180° in forno venitlato o 200° in forno normale per circa venti minuti, comunque appena prendono colore togliere dal forno. Appggiarli subito su un tagliere facendo attenzione a non romperli, tagliare per obliquo delle fettine (che saranno i cantucci) di un centimetro circa. Rimettere in forno per altri 10 minuti (o fonchè non hanno raggiunto la giusta colorazione) i biscotti formati

sabato 11 ottobre 2008

Tegoline di grana con bresaola e melanzane piu' tagliata di manzo


Ogni tanto, dopo tanta fatica, dopo tanto correre, bisognerebbe fermarsi, pensare e parlare, e non c'è niente di meglio che farlo davanti ad un buon bicchiere di vino (in questo caso Chianti Montespertoli) e ad un pasto diverso, semplice, ma servito in modo particolare.
Ecco, le mie tegoline di grana con melanzane e bresaola nascono così.


Le tegoline sono semplicissime da fare, basta mettere sulla lastra del forno (io ho messo sul tappetino in silicone che uso per fare i biscotti) una cucchiata di grana, infornare a 180° per 5 minuti, tirare fuori dal forno, staccarle dalla lastra e metterle ad asciugare su una griglia e le tegoline sono pronte.
Io le ho poi servite così:

Ho appoggiato una tegolina sul piatto, poi ho messo una fetta di bresaola, ho condito con l' emulsione che uso sempre per la bresaola ( olio evo, succo di limone e sale shakerati), poi ho messo delle melanzane tagliate a dadini e cotte in padella con olio evo e prezzemolo, ancora una tegolina, bresaola, melanzane e sopra un'altra tegolina a coprire.
Tutto molto semplice, ma di grande effetto!

Ma questo era solo l'antipasto perchè la cena vera e propria era la tagliata di manzo (carne marchigiana selezionata di prima scelta) cotta al barbecue, condita con solo sale e olio a crudo a fine cottura, adagiata su un letto di rucola.






martedì 7 ottobre 2008

Alici marinate


Il pesce è così, non si puo' andare in pescheria e dire: compro questo o quel pesce, no, si va in pescheria si guarda bene cosa c'è di piu' fresco e si acquista, stavolta è toccato a queste alici dall'occhio molto molto vispo.

Per marinarle io faccio così:
Le pulisco tagliando prima la testa, poi le apro a metà per la lunghezza, tolgo la spina e le lascio aperte così, le metto a strati in un barattolo di vestro e su uno strato un pizzico di sale e un po' di aceto, ma quello buono fatto in casa da mia mamma con il vino che fa mio zio in casa, poi uno strato con un pizzico di sale e limone spremuto. Lascio marinare per 8-10 ore e condisco con olio extravergine di oliva e prezzemolo.





Brioche veloci

La mamma della mia vicina di casa ha visto la prova del cuoco e ha preso questa ricetta, ha detto che l'ha provata e sono buonissime, mi ha trascritto la ricetta, ma non ho ben capito che forma dovevano avere perchè la signora li ha chiamati triangolini, poi girando un po' per blog ho trovato chi li aveva fatti dandogli la forma di cornetti e così ecco la colazione per domani mattina.

250g di farina
1 vasetto di jogurt
125g di burro ammorbidito
1\2 bustina di lievito
un pizzico di sale
Impastare tutti gli ingredienti, lasciar riposare per un'ora, tirare con il mattarello e formare dei triangoli, farcire a piacere, chiudere e infornare a 180° per 20 minuti.
Io ho fatto delle palline, stesa come una sfoglia e tagliato a triangolini che ho poi arrotolato, con ripieno di marmellata di prugne e marmellata di more rigorosamente fatte in casa.

lunedì 6 ottobre 2008

Pan carrè

Siccome ho fatto pace con la mia mdp ho deciso di riprovare a fare il pane, ma ora ho detto basta alle ricette che ci sono sul libretto di istruzioni, basta, rivoluziono tutto e metto dentro gli ingredienti per il pan carrè (sempre dal libro delle sorelle Simili).

Eccola , la mia Regala con il suo pane, che brava è stata, ha fatto tutto lei, ma io mi sono sentita così soddisfatta!!!
Questi gli ingredienti:
750 g farina 00
30 g lievito di birra
30 g burro o strutto
15 g sale
380 g di acqua circa
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di malto (io ho usato il miele)


E' venuto benissimo, molto soffice, morbido e la cottura perfetta (ho azzeccato pure il programma giusto).

Poi oggi girando per blog ho trovato che c'è chi l'ha fatto seriamente il pan carrè delle Simili, andate a vedere che bello il pan carrè di Laura

Pan brioche.....storia di una colazione


Che cosa vuoi che ti prepari di buono per colazione?
Bhe se me lo chiedi.............brioche, quelle sfogliate, con tanto ripieno dentro di crema o marmellata, quella di more che hai fatto tu quest'estate!
Ok, ma il morale è a terra e non riesco a trovare la voglia, l'ispirazione, non riesco a radunare le poche energie rimaste per dedicarmi alla colazione del giorno dopo, così giro, rigiro, penso e mi sento in colpa perchè è passata la mezzanotte e non ho ancora tirato fuori il pacchetto della farina, ma che cosa mi sta succedendo?
bhe troppo tardi vado a dormire sconfitta anche stasera, ma passando vedo uno dei miei amici, anzi la mia amica, la REGALA, la mia macchina del pane, che io chiamo regala perchè mi è stata regalata.
Mi si illumina qualcosa nella testa, come si accendesse una lampadina, la afferro, la metto ai posti di combattimento e le dico: tu domattina sforna qualcosa di buono per colazione, altrimenti sei licenziata!!
L'ho minacciata perchè ultimamente l'ho usata solo per impastare, sembrava non volesse ascoltarmi per fare un buon pane.
Prendo il mio libro delle sorelle Simili, prendo la ricetta del pan brioche e butto tutti gli ingredienti nel cestello, con molta cura: sotto vanno i liquidi, poi la farina e il resto in vari buchetti ricavati nella farina, così la mattina la mia Regala alle 8.00 ci ha chiamati con un BEEP e un profumo che è arrivato fino alle camere.

Non sembra di sentire il profumo di una dolce colazione un sabato mattina?

Questi gli ingredienti:

per il lievitino:
150g. di farina di forza
90g. di acqua
30g. di lievito di birra
Impastare bene e far riposare coperto per 40/50 minuti, fino al raddoppio
per l'impasto:
350g. di farina di forza
50g. di acqua100g. di burro morbido
30g. di zucchero
10g. di sale
2 uova
Io ho semplicemento messo tutti gli ingredienti nel cestello avendo cura che non si toccassero.
Se poi volete farlo a mano, la ricetta la trovate QUI




Buon giorno !!!!!!!!!!!


giovedì 2 ottobre 2008

Gratin di patate

Intanto un grazie per tutto cio' che ho avuto in questo periodo a chi ha fatto in modo che fossi trattata così bene. Un grazie a coloro che mi sono sempre così vicini, anche se a volte si rendono insopportabili, senza di loro non sarei nulla.


Poi grazie a chi ha avuto un Fastidioso pensiero per me in un giorno difficilie.




Ora veniamo a noi e vediamo cosa bolle in pentola:



dalla rivista Sale& Pepe di ottobre ho preso la ricetta di questo gratin di patate, queste sono le dosi, ma io ho fatto un po' a occhio:


1kg di patate, 200g di formaggio emmentaler, 2 uova, 1 dl di latte fresco, 1 dl di panna fresca, 1 mazzetto di timo, 1 mazzetto di prezzemolo,(io ho aggiunto anche dell'origano) 30g di burro, noce moscata, sale e pepe.


Imburrate la pirofilae coprite il fondo con le patate tagliate a fettine di 2-4 mm, spolverizzate con sale, le erbe aromatiche sminuzzate e formaggio grattugiato con una grattugia a fori grossi.


Ripetete così gli strati fino ad esaurire gli ingredienti, tenedo da parte un cucchiaio di formaggio.


Ora mescolate il latte con la panna, un po di noce moscata grattugiata, sale, pepep e aggiungete le uova sbattute. Versate il composto sulle patate, cospargete la superficie con il formaggio e infornate a 200° in forno ventilato per 45 minuti.


Siccome io ho fatto molti strati, ho dovuto tenere tutto in forno per un altro quarto d'ora per ar cuocere bene le patate.









mercoledì 1 ottobre 2008

Grazie Vasco



Grazie Vasco, oggi ci sei tu !



VIVERE...

e Sorridere dei guai

così come non hai fatto mai

e poi pensare che domani sarà sempre meglio

OGGI NON HO TEMPO OGGI VOGLIO STARE SPENTO!



Sally è una donna che non ha più voglia ....di fare la guerra Sally ha patito troppo Sally ha già visto che cosa.... "ti può crollare addosso"!

Sally cammina per la strada sicura senza pensare a niente! ....ormai guarda la gente con aria indifferente...