giovedì 25 settembre 2008

SERATA GAUFRES

Adoro questi dolcetti, mi riportano ogni volta in Francia, per le strade di Parigi, con la mia nuova amica che parla solo francese e io che per la prima volta concretizzo gli studi di questa dolcissima lingua.




Ma veniamo a noi e all'invito ricevuto ieri sera per un caffè, mi sono offerta di portare un dolce e volevo fare qualcosa di particolare che potesse piacere anche ai bambini visto che ce n'erano 6 di differenti età.

Penso penso e ripenso e mi torna in mente uno degli elettrodomestici che amo di piu', l'ho comprato a Sens, in Francia, quando ancora non avevo una casa, ma una vaga idea di casa e ancora un po' di soldi per qualche viaggetto , l'ho usato tantissimo, eccola: la mia gaufrier.



Ne ho fatte di due tipi, un tipo con la mia solita ricetta francese e le ho servite con la marmellata di pesche che ho fatto questa estate con le mie manine tra una pappa e un pannolino, e un tipo con una ricetta belga che non avevo mai provato, ma che ho visto molto sul web.
Questa è la mia solita ricetta, quella francese un po' modificata a gusto mio:
250g farina,
10g lievito andrebbe il lievito di birra, ma io uso quello per dolci e non faccio riposare l'impasto,
1 pizzico di sale,
2 cucchiai di zucchero,
75g burro,
2 uova,
1\4 di l di latte,
1 bicchiere di liquore cognac, glassa alla vaniglia, ciccolato.
Metto le uova in una terrina, aggiungo zucchero, burro fuso, sale e lievito e piano piano latte, sbattendo con la frusta, non metto il liquore, poi metto subito in cottura, anche se la ricetta prevede un po di riposo

Questa invece è la nuova ricetta, quella belga (l'ho copiata QUI)
750 gr. di farina per dolci
450 cl. di latte tiepido
400 grammi di burro o margarina
300 grammi di zucchero in grani
70 grammi di lievito fresco
4 uova intere
un pò di sale
zucchero vanigliato

Preparazione: Mescolate alla farina lo zucchero vanigliato, le uova e un pizzico di sale. Al latte tiepido aggiungete il lievito fresco, quindi unitelo al composto precedentemente preparato. Lasciate riposare il tutto per 30 minuti. Aggiungete quindi il burro leggermente fuso e lo zucchero in grani. Fate riposare per 15 minuti. Nel frattempo riscaldate la gaufrier, una volta ben calda versatevi sopra una piccola parte del composto, dopo 2-3 minuti la Gaufres sarà pronta, ripetete la cottura per tutto il composto che avete. Potete riempire le cialde con marmellata, zucchero, crema, Nutella o cioccolato fuso.

mercoledì 24 settembre 2008


Ora qualcosa finisce, a volte ho pregato perchè finisse,
a volte perchè rimanesse per sempre,
ma qualcuno ha deciso ed io riparto nuovamente da zero,
come 11 anni fa, ma con un grande bagaglio e due uomini che mi sostengono.
E' finita la fase triste, ora mi rimbocco le maniche e riparto, da ZERO!
Ho sempre affidato i miei sogni a queste nuovole e voglio farlo ancora, perchè loro li sanno avverare!

lunedì 22 settembre 2008

FUSILLI PESTO E POMODORINI

Il mio terrazzo continuava ancora ad avere un buon odore di basilico, così ho deciso di raparlo a zero, chissà che prima del fredo non decida di fare altre profumate foglioline?


Il pesto io non so se lo faccio con la ricetta giusta, ma a noi piace così:
metto nell'omogenizzatore (sì quello della Chicco che usavo per le pappe del piccoletto) basilico (folgie intere lavate e asciugate), olio evo, una manciatina di pinoli, grana grattugiato, tutto a occhio e senza aglio come credo si dovrebbe fare.
Stavolta pero' ne ho fatta una variante, con i pomodorini, tagliati a metà e cotti per 5 minuti in padella, giusto appena scottati, poi ci ho aggiunto il pesto ed era tutto buonissimo nella sua semplicità.

giovedì 18 settembre 2008

RISINI

Io non ne avevo mai sentito parlare, poi la Golosastra me li presenta così.
Vengo così a sapere che si tratta di un dolce tipico veronese, cerco di informarmi e mi dicono: ma scusa non li hai mai visti nelle pasticcerie a Verona? Diciamo che non sono una frequeantatrice di pasticcerie, ma io non li ho mai e poi mai visti.
Pero' questa specie di crostatina con il riso dentro mi intriga e cerco, mi documento e mi tiro fuorio una bella ricettina.
La pasta frolla l'ho adattata un po in modo che fosse morbida, ma non di quelle con lievito che è troppo morbida e ha poco burro.
Pasta frolla
150 gr burro di malga
150 gr zucchero a velo
350 gr farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
Nel mixer ho messo in ordine : il burro freddo tagliato a pezzetti, lo zucchero, la farina, il sale e infine l'uovo.
Secondo me questa frolla non ha bisogno di riposare molto, ma io per esigenza l'ho tenuta 24 ore in frigo ed era strepitosa, anche merito sempre del mio burro di malga che aimè ho finito . URGE GITA IN MONTAGNA!!!

Per il ripieno ho seguito la ricetta della mia amica veronese doc Frrlaura, pero' al posto della vanillina ho usato la stecca di vaniglia ed ho eliminato il burro
1\2 lt di latte
una stecca di vaniglia
100g riso
un pizzico di sale
50g zucchero
2 uova

Bollire il latte con lo zucchero e la vaniglia, aggiungere il riso e cuocere fino a completo assorbimento del liquido (circa 45 minuti), lasciare intiepidire, aggiungere i tuorli ad uno ad uno, quindi gli albumi montati a neve.
Con la frolla ho foderato i miei stampini da crostatina , (li avevo acquistati quest'estate e aspettavano proprio una preparazione del genere per essere rinnovati), ho riempito con la crema di riso fino all'orlo e ho infornato a 180gradi per 30 minuti.
Veramente buonissimi, volevo farli assaggiare a qualche veronese doc per vedere se erano gli stessi o se somigliavano almeno un po' a quelli delle pasticcerie, ma non ho fatto in tempo, finiti!
scomparsi! dileguati!
Ora aspettiamo i commenti sull'estetica, visto che è rimasta solo la foto.

CHEESE CAKE GRA GRA

Adoro il chese cake, ma io ho sempre fatto quello con cottura, poi andando a trovare Gra Gra vedo un capolavoro di cheese cake al cioccolato, senza cottura, il porcedimento non sembra difficile e deciso di provare, ma a me il cioccolato non piace e dopo la diatriba in casa su chi lo vuole ai frutti di bosco e chi al cioccolato perchè ha visto la foto nel blog della volpe e l'uva, decidiamo che vinco io e la faccio ai frutti di bosco.

La ricetta è quella di Gra Gra che trovate qui. Io pero' non ho messo i gran cereale, ma biscotti Campiello che uso di solito per il cheese cake da forno.
La variante dei frutti di bosco è stata come consigliato da Gra di mettere marmellata al posto della cioccolata (ne ho messi 200g) e togliere un foglio di gelatina, anche se rifacendola metterei tutta la gelatina.
Lo zucchero:
Ne ho messo 50g, e non so se è giusto o sbagliato a me sembrava troppo dolce e a chi poveretto mi sopporta 365 giorni l'anno è sembrata troppo poco dolce.
Bhe non siamo proprio d'accordo in quento a gusti ....
Comunque molto molto buona, esperienza da ripetere.

venerdì 12 settembre 2008

TORTA A 3 PIANI

Ho dovuto studiare diversi giorni per capire come potesse stare in piedi e reggersi una torta a piu' piani, ho guardato, letto e chiesto e questo è il mio risultato:
Partiamo dal pan di spagna, questa è la mia ricetta, o melgio quella di mia nonna, non voglio cambiarla, ma prossima volta mi impegnero' molto a montare le uova per infornare senza lievito come dovrebbe essere un vero pan di spagna.

6 uova, 300g di zucchero, 150g di farina, 150g di fecola di patate, 1 bustina di lievito.Montare a neve gli albumi , aggiungere i tuorli uniti precedentemente allo zucchero, piano piano, sempre continuando con lo sbattitore, aggiungere la farina e la fecola e in fine il lievito. Versare in una tortiera imburrata e infarinata e infornare a 160° per 40 minuti circa.

Ho iniziato dalla tortiera piu' grande, 25 cm di diametro e dosi di pan di spagna 4 uova (in proporzione), poi la tortiera da 20 cm con 3 uova di pan di spagna e infine quella da 15 con 2 uova di pds.
Ora pero' quello che piu' mi interessa è spiegare passo passo come ho costruito la struttura.
Ho tagliato la prima torta a metà, e l'ho scavata un po' dentro in modo che una volta farcita di crema e ricoperta con glassa non corriamo il rischio che la glassa si abbassi a contatto con la crema, invece scavando , la riempiamo e quando sovrapponiamo l'altra parte, si chiude come fosse un guscio pieno di crema.

La bagnamo con la bagna che preferiamo, io spennello sempre con del succo di frutta, a volte diluito con acqua, poi mettiamo la crema, in questo caso chantilly (1\2 di crema pasticcera e 2\3 di panna montata)
Ricopriamo e chiudiamo il guscio di pan di spagna.
Ora arriva il trucchetto, si dovrebbero utilizzare degli appositi bastoncini in legno che reggano il peso delle torte sopra, ma non sapendo dove andarli a comprare ho tagliato delle cannucce dell'altezza della torta e le ho inserite al centro dove poi avrei messo la seconda torta, quella di diametro 20 cm.


Ora ricopriamo io ho usato il mmf.


E' giunta l'ora della sovrapposizione della seconda torta.
Prendiamo un cartoncino, lo ricopriamo di carta stagnola e ci mettiamo sopra il secondo pan di spagna, lo bagnamo e lo farciamo come abbiamo fatto con il primo, lo ricopriamo di mmf, ci inseriamo le cannucce e sovrapponiamo.


Così:


Stessa cosa facciamo con la terza torta che pero' non ha bisogno di cannucce, visto che è l'ultimo piano.









giovedì 11 settembre 2008

GRISSINI VEGAN

Per caso girando per blog, mi imbatto in un blog con ricette spettacolari, decido di metterlo tra i miei preferiti e di dargli ogni tanto un occhio per leggere tutte le ricette e voglio provarle giorno per giorno.
Oggi si inizia dai grissini, qui trovate la ricetta, la mia unica variante è stata mettere metà birra e metà vino, ma solo perchè avevo una birra aperta in frigo da un paio di giorni e andava buttata.

Sono buonissimi, velocissimi e molto friabili, provare per credere.

mercoledì 10 settembre 2008

PREMI

Ho ricevuto un po di premi, li ho ritirati in ritardissimo e ora ce l'avete tutti, quindi lo prende chi lo vuole, ci state?

Grazie a Golosastra per questo premio e ... penso anch'io che un giorno ci incontreremo.


Grazie a Imma, Morettina ed essenza di vaniglia per questo premio

le regole:

Si tratta del premio di qualità di Punto d'Arte della Vita, che fu creato per onorare e riconoscere il lavoro di bloggers, i cui blogs motivano la "terapia dell'arte". Ecco le regole:

1)Indicare da chi si è ricevuto.2)Dire perché si è deciso di creare il blog.3)Dire qual è la propria arte preferita.4)Onorare altri 13 blogs amiciHo deciso di creare questo blog perchè la mia amica Fastidiosa ha insistito tanto e l'idea di questa nuova avventura mi piaceva

La mia arte preferita? Tante , troppe, peccato non conoscerne bene nemmeno una!

Questo bel premio giunge da Imma, ma stavolta nella sua versione dolce, quella che io preferisco.

Regolamento:Al ricevimento del riconoscimento, citare il nome di chi vi ha ritenuto suo amica/o mostrando il nome del suo blog o profilo.Scegliere un minimo di 7 profili o blog che sono i tuoi amici o che ritieni siano meritevoli della tua simpatica attenzione.Mostra il loro nome e avvisali che hanno ricevuto il segno della tua"AMICIZIA

POMODORI ARROSTO

A casa mia li hanno sempre chiamati pomodori arrosto, ma credo trattasi di pomodori gratinati o al gratin se si preferisce usare un francesismo.
Quando l'orto regala i suoi meravigliosi frutti in abbondanza, bisogna approfittare , quindi oltre a mangiare tutti i giorni i pomodori conditi in insalata, li faccio arrosto e li congelo nelle vaschette, faccio la scorta per l'inverno, quando comprarli acquosi e a prezzi improponibili è fuori discussione.

Ma procediamo:
pomodori
pane grattugiato
olio evo
sale
prezzemolo
uno spicchio d'aglio
Difficile definire le quantità, facciamo un po a occhio.
Mettimao il pane grattugiato in una ciotola, tagliamo a metà i pomodori e li spremiamo un po', tipo limone (ovviamente senza romperli) sopra il pane grattugiato, mettendo il succo del pomodoro nel ripieno si puo' usare molto meno olio.
Al pane aggiungiamo uno spicchio d'aglio schiacciato e tagliato a pezzettini un po' d'olio evo del prezzemolo tritato finemente, il ripieno è pronto, l'importante p che sia abbastanza bagnato, altrimenti in forno seccherebbe. Ora lo mettiamo sopra i pomodori tagliati a metà e li adagiamo su una lastra (io li metto in una in pyrex con carta forno perchè rimangono piu' morbidi), poi inforniamo a 200° in forno ventilato per circa 40 minuti ( se usate il forno a gas ci si impiega almeno un'ora)

..a te


A te che non vuoi un regalo
che non vuoi una torta
non vuoi una festa e nemmeno un bacio
a te che a volte non mi capisci o non mi vuoi capire
a te che la stessa cosa oggi ti fa arrabbiare e domani ti fa sorridere
a te che sei così strano e così speciale
io voglio donare un sorriso nel giorno del tuo compleanno

LA FIERA DE SANT' AGUSTIN'

La fiera de sant' Agustin, un mito, una tappa obbligatoria di fine agosto.
"alla fin d'agosto lungo l fium de S'nigaja,
se vede da luntan' perchè fa 'n pulveron che taja
ce trovi 'n po' d' nico' alla fiera de S'nigaja
dai tappeti a J stivai, i'accendini nni pì mai"


Nulla a che vedere con la fiera di Senigallia a Milano, questa è la fiera di Sant' Agostino a Senigallia, quando la città si veste di colori e luci e urla dalle bancarelle che vendono di tutto e di piu', il senigalliese per antonomasia la snobba perchè dice: è sempr la stessa roba tutti i'anni, ma non se ne puo' fare a meno e anche chi vive lontano per amore o per forza si fa un viaggio di ore, ma alla fiera un giro deve farcelo e l'acquisto inutile pure.


Di sicuro le mutande, sì alla fiera si comprano le mutande oltre a tutti i CIAFFI inutili che al momento dell'acquisto sembrano essere gli arnesi piu' funzionali che abbiano mai inventato, tipo il pepatate del secolo:
lo usa il tipo col microfono e sembra super galattico, lo porti a casa e nella peggiore delle ipotesi ti ricordi di averlo l'anno successivo quando lo stesso tipo con lo stesso microfono vuole rivendertelo, altrimenti lo usi una volta e te lo dimentichi in fondo al cassetto delle cianfrusaglie.


L'aio e la cipolla..............sta bancarella c'è sempre stata, sarà sempr lu'???


Che bella la città illuminata e piena di gente a piedi lungo le strade.

Ma negli ultimi anni ogni senigalliese aspetta l'apertura della campionaria solo per IL BOMBOLONE, re incontrastato della fiera di Sant'Agostino, costa troppo per essere un bombolone appena piu' grosso di quello del forno o del bar, ma c'è la fila a qualsiasi ora per il mitico bombolone e neppure io me lo perdo.Vuoi mettere mangiare un bombolone appena fritto alle 23:00?? e quando ti ricapita? Solo l'anno prossimo.
Ma se venite alla fiera, mi raccomando non dimenticate l'ombrello, almeno un giorno piove sempre, ops quest'anno la pioggia ci ha risparmiati.....che sarà successo?
Ho scritto sconfusionatamente quello che mi è venuto in mente di questi magici 3 giorni (e 1\2), ma se capitate a Senigallia dal 27 agosto alle 18:00 al 30, un giro dovete farcelo!