martedì 10 novembre 2009

PASTA SFOGLIA....LA SO FARE ANCH'IO! piu' giochino

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La mia guerra con la pasta sfoglia è iniziata anni fa, quando il pomeriggio o avevo finito di studiare o non ne avevo voglia e mi mettevo a pasticciare in cucina, trovata la ricetta su una rivista (che sinceramente non so nemmeno se esiste più), pero' il fallimento è stato clamoroso per più di una volta finchè mia madre mi disse: basta sprecare tutto questo burro, fai altro.
E lì smisi anche solo di pensarci, poi pero' ho visto il post di Paoletta e non mi sono preoccuapta di confrontare la ricetta, anche se quella rivista di sicuro ce l'ho ancora, ho provato e basta, devo fare, devo reagire a momenti difficili e se mi riesce bene, altrimenti avro' buttato ancora del burro.

Copio e incollo la ricetta che ha postato lei perchè io non ho apportato nessuna modifica, niente di niente, non volevo proprio rischiare, ho solo dimezzato tutte le dosi perchè avevo solo 250 g di burro e perchè non volevo sprecare troppi ingredienti, tanto ero certa che non ci sarei riuscita.


Proporzioni:
500 gr di farina (di cui 250 gr 00 e 250 gr manitoba)
500 gr di burro
275/300 ml di acqua
10 gr di sale
Impasto:
Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, al centro versare il sale e metà dell'acqua. Mescolare con le dita per sciogliere il sale nell'acqua, e con questa stemperare subito la farina.
Poi aggiungere pian piano parte o la totalità dell'acqua rimanente, impastando nel frattempo e fermandosi quando si ottiene un impasto di media consistenza, ne' troppo sodo, ne' troppo molle: lavorando il meno possibile per evitare di dargli elasticità. Saranno sufficienti 8/10 minuti al massimo.
La quantità totale dell'acqua è in funzione della qualità della farina (NON usate tutta manitoba), e va regolata avendo in mente la necessità che questo impasto iniziale raggiunga una consistenza identica a quella del burro.
Per questo, importante motivo, non appena pronto l'impasto va coperto con pellicola e messo a riposare in frigo per 25 minuti, e nello stesso momento il burro va tirato fuori dal frigo.
Prendere ora due tovaglioli sciacquateli bene con acqua freddissima e strizzateli molto bene, ponete uno di questi sulla spianatoia, ponetevi il burro e copritelo con l'altro panno; lasciarlo così esattamente per 20/25 minuti, lo stesso tempo che il pastello riposerà in frigo.
Tutto ciò perchè è chiaro che non si può ottenere la perfetta fusione di un impasto duro con un burro molle o viceversa.
Dopo i 25 minuti, spolverare leggermente la spianatoia, tirare fuori il pastello e appiattirlo con le mani dandogli la forma di un quadrato dello spessore di circa 2 cm. lavorare poi il burro con le mani, dandogli una forma quadrata.
PER LE PIEGHE VI RIMANDO AL PASSO PASSO CHE HA FATTO PAOLETTA CHE TROVATE QUI.
Io vi consiglio di seguire tutto alla lettera, perchè è stato provato e siamo sicuri che così funziona, ho ricercato la rivista da cui avevo preso la ricetta anni fa e ho visto che c'era meno burro nella ricetta e meno pieghe e io credo che fosse quello il motivo per cui non mi riusciva una bella pasta sfoglia, mentre questa è davvero come quella di pasticceria e se lo dice Blunight dobbiamo crederci.

Ora voglio fare il giochino che mi ha passato la mia amica Fastidiosa, non li faccio mai, ma passato da lei non posso rifiutarmi.

Sei soprannomi
TAM
TAMI
TAMARETTA (MI CI CHIAMAVANO BABBO E NONNO QUANDO ERO PICCOLINA)
PICCOLETTA
E gli altri non ve li dico, poi il mio nome è stato storpiato in mille modi



Tre cose che indosso ora:
I JEANS PIU' VECCHI CHE HO
MAGLIETTA A MANICHE CORTE SOPRA IL LUPETTO
PANTOFOLE
Tre cose che ho fatto stanotte ieri e oggi
IERI HO RITIRATO DELLE ANALISI IMPORTANTI
STANOTTE SONO ANDATA DAL MIO CUCCIOLO CHE MI CHIAMAVA E sognando diceva MAMMA VOGLIO IL GATTO boooooooo
OGGI SONO ANDATA DALLA MIA DOTTORESSA PREFRITA E HO SCOPERTO CHE SONO BRAVA A FARE UNA COSA DI CUI VI PARLERO' PIU' AVANTI(non culinaria)

Due cose che ho mangiato oggi
CAFFE' (lo considero un alimento, va bene?)
PASTA (che notoriamente non amo)
Due persone a cui ho telefonato
MAMMA (anzi no ha chiamto chiedendo se fossimo ancora vivi)
Due cose che farò domani
PORTERO' IN PISCINA IL MIO CUCCIOLO E COMPRERO' IL REGALO PER UNA PICCOLA TREENNE
Tre bibite preferite
ACQUA
BIRRA
POMPELMO ROSA

lunedì 9 novembre 2009

IL PANE TIROLESE O..PANINI LAUGENBROT

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E' il pane che mangiamo in Alto Adige e lo stesso impasto dei Bretzel, che purtroppo stavolta non ho fatto, ma presto reimapstero' e allora faro' anche quelli.
Noi li amiamo ogni volta che ci avviciniamo a quelle zone cerchiamo questo pane e proprio due gironi fa quando tiro fuori dal freezer quelli presi a Merano, Blunight mi dice: ma non si puo' fare in casa questo pane?
Detto fatto, viste le giornatacce che sto o forse che stavo vivendo non giro tanto sul web e non vado molto in giro per blog come mi piacerebbe fare, ma, aspettando momenti migliori, do un'occhiata in qua e una in là e quando arrivo da Paoletta trovo questo post, ma non ho nemmeno voglia di leggere la ricetta e mi dico: vabbè piu' avanti tornero' a leggerla.
Invece no, devo fare qualcosa, agire e reagire e così mi studio la ricetta e ci provo, sneza troppe aspettative.
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Per la ricetta non posso far altro che copiare e incollare dal blog di Paoletta, ho fatto tutto esattamente come descritto a parte il lievito che ne ho messi 10 grammi, con la conseguenza che ho lasciato riposare per 40 minuti ogni volta invece che 30.

PANINI LAUGENBROT
ricetta di Stefano Spilli con qualche piccola modifica nei tempi e nelle dosi (fatte da Paoletta)
Ingredienti:
* 300g di farina 0* 200g di farina 00* 15g di lievito di birra fresco* 270g di acqua* 1 cucchiaino e 1/2 di zucchero semolato* 30g di burro morbido* 10g di sale* sale grosso, semi di papavero e di sesamo (facoltativi)
per la soluzione al bicarbonato:
* 1000g di acqua (1 litro)* 8 cucchiaini di bicarbonato di sodio* 2 cucchiaini di sale
Procedimento:
Sciogliere il lievito nell'acqua insieme allo zucchero, setacciare le farine in una ciotola grande e in un angolo versare l'acqua e il lievito, mescolare con poca farina a formare una pappetta e coprire il tutto con la farina rimasta. Tirare fuori il burro e lasciarlo a temperatura ambiente.
Lasciar riposare per 30 minuti circa; dopo il riposo questo composto diventerà schiumoso. A questo punto iniziare ad impastarlo, o a mano, o nell'impastatrice. Aggiungere anche il burro a pezzetti e, infine, il sale.
Impastare il tutto e lavorare per circa 20 minuti, l'impasto è piuttosto morbido, ma non aggiungete altra farina.Fare un palla e metterla a riposare in una ciotola coperta per 30 minuti.Una volta lievitato, dividere l'impasto in 22/24 pezzi (di circa 35-40 grammi) e farne delle palline da far riposare sulla spianatoia mentre si porta ad ebollizione l'acqua col sale e il bicarbonato, circa 10 minuti.
A questo punto immergere pochi panini alla volta, 4 o 5, scolarli dopo 30 secondi, e man mano poggiarli poi direttamente sulla placca del forno coperta di carta forno. Spolverare subito con sale grosso, semi di sesamo, cumino o papavero, e accendere il forno a circa 210°.
Non appena questo raggiunge la temperatura, circa 10 minuti, praticare dei tagli in superficie e mettere a cuocere per circa 20 minuti, o fino a cottura completa.

Che dire del risultato? Le foto purtroppo non rendono bene perchè in questi giorni di luce proprio non se ne vede e io non sono così brava da riuscire a crearmi della luce. Comunque mi ritengo molto soddisfatta del risultato, il sapore è davvero lo stesso del Sud Tirol.

venerdì 6 novembre 2009

PASSATELLI AL RAGU' DI CERVO

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La "spedizione" culinaria a Merano ha portato i suoi frutti: un pezzo di carne di cervo in macelleria, finalmente gli uomini di casa sono stati accontentati, anche se io sono rimasta con un piatto di passatelli conditi con olio (per fortuna erano cotti nel brodo..).


Partiamo dai passatelli, la cui ricetta è molto approssimativa perchè dipende dalla dimensione delle uova e dall'uso che poi si farà dei passatelli, se si faranno in brodo o si cuoceranno solo in brodo per poi condirli come una normalissima pasta.
Originariamente i passatelli erano solo in brodo, questo va detto perchè mia nonna non riesce ancora a concepire che i passatelli possano anche essere mangaiti asciutti.
Le dosi indicative sono queste:
ogni uovo: 2 cucchiai di farina, due cucchiai di grana grattugiato, due cucchiai di pane grattugiato , sale, noce moscata e scorza di limone grattugiata.
Di solito pero' le uova sono piu' grandi di quelle che considera mia nonna nella ricetta, perchè lei considera le uova delle sue galline, quindi io aggiungo sempre del pane e del formaggio, ma a occhio, finchè non raggiungo una consistenza bella soda.
Formata l'impasto di divide in palle grandi di solito come lo schaicciapatate, perchè andrebbero fatti direttamente dentro il brodo schiacciati con lo schiacciapatate, di solito lavoro delegato agli uomini, ma io ho modernizzato il tutto ( e anche qui mia nonna ha molto da ridire, ma poi sorride): uso il tritacarne elettrico e ottengo lo stesso risulato, con zero fatica e minor tempo, li faccio in un vassoio e di solito ne faccio molti così li congelo.

Il ragu' invece meriterebbe un post a parte e nell'attesa di un post tutto dedicato a sua mestà il ragù (quello che piace tanto a tutti, ma che io notoriamente non sopporto, chiunque mi invita a pranzo o cena cucina di tutto, tranne ragu'), accenniamo al procedimento.
Si soffriggono con olio evo cipolla , carota e sedano tritati, si mette la carne, nel mio caso avevo aggiunto al cervo tagliato a dadini del macinato misto,sale e pepe e si irrora con 1\2 bicchiere di vino bianco (io non l'ho messo perchè avrebbe mancìgiato il piccolino), quando il vino è evaporato si aggiunge la passata di pomodoro, io nonh o idea di come sia la passata di pomodoro acquistata al supermercato, ma sono certa che quella fatta in casa che uso io è migliore.
Ora non resta che farlo bollire a fiamma bassissima per un paio d'ore.

martedì 27 ottobre 2009

...

Un piccolo post per dire quanto sono indignata e schifata, vi chiedo dunque di leggere QUI, QUI e QUI.

Io ho commentato i loro post così:
altro non riesco davvero a dire e per il momento nemmeno a pensaremi sto leggendo tutto e ....................che schifo!Non riesco proprio a dire altro.............ma possibile? se lo metti in rete è di tutti?ma stiamo scherzando?no no no sono troppo arrabbiata mi fa schifo, nessuno mai ruberà le mie ricette, nè le mie foto, di sicuro non degne di una trasmissione televisiva, nè di un quotidiano, ma qui ci siamo tutti in gioco, tutti tutti tutti.SI sono violati dei diritti e questi diritti ritengo siano anche miei.
Aggiungo che lo schifo sta nel fatto che chi copia ci lucra, mentre chi lo fa per hobby o per passione non ci guadagna, quindi lo schifo è doppio, copiare da chi senza guadagno si attiva per fare e guadagnare con cio' che si è copiato.

lunedì 26 ottobre 2009

CIAMBELLE COL MOSTO DELLA MIA MAMMA

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Le ciambelle col mosto evocano nella mia mente tanti bei ricordi di autunno, la vendemmia, il vino, il profumo del mosto e il forno a legna acceso e riempito con queste ciambelle all' uvetta, all'anice e senza niente per me che non amo nè anice nè uveta.

Io mi sono accontentata di schiacciare un po' d'uva e di lasciarla fermentare per una mezz'oretta, ma sono riuscita a percepire gli stessi profumi di casa di mia madre e questo è l'importante

... e purtroppo mi sono anche dovuta accontentare del forno elettrico, pero' so che lo stesso giorno mia madre le stava facendo nel forno a legna e me ne ha congelate un po' che mangero' nei prossimi giorni.

Questa è la ricetta che ho copiato dal quaderno di mia madre, che a sua colta copio' dal quaderno di mia nonna, proprio l'altro giorno pensavo al quaderno di mia nonna, chissà se esisterà ancora? Chissà se mia zia lo guarderà ogni tanto? Chissà............dovrei chiedere notizie..


3 kg di farina

3 uova

600 g di olio d'oliva

700 g di zucchero

400 g di lievito di birra

900 g di mosto

Io ho ovviamente trasformato tutto alla portata del mio forno, quindi:

500 g di farina, 1 uovo,

100 g di olio d'oliva,
116 g di zucchero,

66 g di lievito (io ho voluto fare la prova e ci sono riuscita, ne ho messi 40g ed è lievitato benissimo l'impasto ),

150 g di mosto

L'esecuzione sul quaderno di mia madre non c'è, perchè si da tutto per scontato, ma si fa così:

impastare tutti gli ingredienti insieme, sciogliendo il lievito nell'olio leggermente intiepidito, formare una palla e mettere a lievitare fino al raddoppio , di solito un paio d'ore, io con meno lievito l'ho lasciato comunque due ore, ma nel forno che avevo riscaldato a 30 gradi.

A questo punto se si decide di emttere l'uvetta o gli anici (precedentemente ammollati) si aggiungono all'impasto.

Formare le ciambelle con il buco (che poi puntualmente con la lievitazione si chiuderà) e lascair lievitar eancora fino al raddoppio, infornare per 25 minuti a 200g in forno ventilato, o comunque finchè non divenmtano dorate.

Con questa ricetta finalemnte riesco a partecipare al giochino che Paoletta ha organizzato sul suo blog, era da un po' che ci pensavo, ma non riuscivo mai a trovare il tempo per realizzare queste meravigliose ciambelle.